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Legionella: il rischio nasce nelle tubature di casa

August 17, 2026

Legionella: il rischio nasce nelle tubature di casa

Torni dalle vacanze, apri la doccia e per qualche secondo esce acqua tiepida e ferma da giorni. È un gesto banale, ma è esattamente la situazione in cui un batterio come la Legionella trova le condizioni che gli servono. E non parliamo solo di alberghi o piscine: la stragrande maggioranza dei casi italiani nasce in ambienti di vita quotidiana.

Casi di legionellosi in Italia — 2024
4.627 (+18% in un anno)
⚡ In sintesi
  • Nel 2024 l'Istituto Superiore di Sanità ha registrato 4.627 casi, l'82,6% di origine comunitaria: case, condomini, luoghi di tutti i giorni.
  • Il batterio prolifera dove l'acqua ristagna a temperature tiepide e trova depositi su cui attaccarsi.
  • L'acquedotto risponde fino al punto di consegna. Da lì in avanti, l'impianto è responsabilità tua o del condominio.

Perché proprio in casa

La Legionella non arriva dal rubinetto del vicino: cresce dentro l'impianto. Le servono tre condizioni, e d'estate si presentano tutte insieme: acqua tra i 20 e i 45 °C, ristagno (una seconda casa chiusa, un bagno degli ospiti, un ramo di tubo poco usato) e superfici su cui formare il biofilm, la patina in cui i batteri si annidano. Incrostazioni, sedimenti e depositi calcarei sono proprio il terreno che rende quel biofilm più difficile da eliminare.

💡 Il gesto che vale più di tutti

Al rientro da un'assenza prolungata, prima di usare la casa fai scorrere acqua calda e fredda da ogni rubinetto e dalla doccia per qualche minuto, restando fuori dal locale e con la finestra aperta: il rischio è nell'aerosol che si respira, non nell'acqua che si beve.

Cosa puoi controllare davvero

Temperatura del boiler: l'acqua calda va tenuta sopra i 50 °C ai punti di erogazione. I 40 °C "per risparmiare" sono la zona di comfort del batterio.
Rami morti e punti poco usati: il bagno di servizio, la lavanderia, il rubinetto del garage. Vanno aperti con regolarità, non una volta l'anno.
Depositi e incrostazioni: sedimenti nel serbatoio e calcare nelle tubature vanno rimossi periodicamente, perché proteggono il biofilm.
Soffioni e rompigetto: sono i punti dove si genera l'aerosol. Vanno smontati, puliti e decalcificati.

In condominio la partita è più complessa, perché entrano in gioco l'autoclave, i serbatoi comuni e gli obblighi in capo all'amministratore: ne parleremo in un prossimo articolo dedicato.

L'acqua è a norma quando entra nel palazzo. Poi attraversa decine di metri di tubi che nessuno controlla.

Il gestore garantisce la qualità fino al punto di consegna. Da lì in avanti ci sono il tuo boiler, le tue tubature, il tuo soffione: ed è lì che si formano depositi, incrostazioni e biofilm. Nessuna analisi dell'acquedotto ti dice cosa succede in quei metri.

Quei metri, però, sono l'unica parte dell'impianto su cui puoi intervenire davvero. — Rami Group parte da lì: verifichiamo la durezza dell'acqua e lo stato dell'impianto interno, riduciamo le incrostazioni che rendono difficile tenere pulite le tubature e teniamo in ordine filtri e manutenzioni. Non è un dettaglio tecnico: è la differenza tra un impianto gestito e uno lasciato a sé stesso.

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Fonti: Istituto Superiore di Sanità — Bollettino Epidemiologico Nazionale, casi 2024 · ISS EpiCentro — Linee guida legionellosi

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